giovedì 24 settembre 2009

Autunno. Tempo di pensare all'estate.

Finalmente. Mi sembra impossibile avere questa mezz'oretta di tempo da dedicare al povero blog, e di poterci scrivere qualcosa.
Riassunto delle puntate precedenti: dopo il trasloco in un fine luglio con temperature tropicali, un agosto passato in bilico tra il lavoro dentro e fuori casa (montare, pulire, ripulire, sistemare ecc.), finalmente il 21.08 con le energie ai minimi storici riesco a partire per le vacanze. Due settimane in Grecia che sono passate veloci come i sogni più belli, in cui mi sono rigenerata, riposata, addirittura abbronzata (se mi aveste visto mai capireste il mio stupore). I cui effetti sono stati spazati via troppo velocemente da un settembre folle di lavoro lavoro e ancora lavoro.
Rimangono tanti ricordi belli però, e un po' di foto. Vi lascio le immagini, parlano meglio di me.

mercoledì 5 agosto 2009

Casa dolce casa

Finalmente a casa. Nella nostra nuova casa, nella casetta che ci siamo sudati e ci stiamo ancora sudando fino all'ultimo chiodo nel muro. Dopo mesi di ricerche, scartoffie, burocràzia di ogni genere e tipo, imbianchini, idraulici, elettricisti, falegnami, per finire con un trasloco nella settimana milanese più calda dell'estate. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta, e devo dire che è una soddisfazione incredibile. Certo, siamo ancora sommersi di scatoloni (e chissà per quanto ancora), con vari lavoretti ancora da fare, ma intanto siamo qui ed è nostra.

Casa nuova, cucina nuova tra l'altro. Anche questa frutto di progetti e riprogetti, di serate passate davanti al planner dell'ikea (doh!), di anda e rianda dal suddetto negozio perchè mancava sempre qualche pezzo all'appello... presto vi posterò una fotina e mi direte il vostro parere. A me piace tantissimo! Ho un sacco di spazio per lavorare e una serie di accessori molto fighi. Sono già in love. Pian piano la stiamo mettendo in funzione, manca solo far partire il forno (che richiede una sessione a vuoto a 200° per 2 ore, altamente sconsigliabile con questa caldazza...).

Per ora, in attesa di qualche ricettina di inaugurazione, vi lascio con un ricordo della mia gita di questo fine settimana: 2 giorni con la tenda in Val di Fassa, andando per malghe e rifugi. L'ipocrisia dell'uomo moderno: faccio il salutista, cammino 5 ore e poi mi abbuffo come un bue "tanto poi bruciamo tutto con questo movimento"... una gita completamente food driven insomma. Ma ci voleva, questi paesaggi, le temperature sotto i 20 gradi, il cibo ottimo mi hanno rigenerato nella mente e nel corpo. Per affrontare gli ultimi 15 giorni prima delle vacanze!
La foto è fatta col cellulare, scusatemi la pessima qualità (perchè è utile portarsi dietro 1 chilo e mezzo di macchina fotografica se poi la scheda è in uno dei 50 scatoloni sparsi per la tua nuova casa, vero?).

Malga Contrin
Pozza di Fassa (TN)

Si raggiunge in 2 ore di cammino dalla partenza della funivia del Ciampac ad Alba di Canazei. Si segue per Rifugio Contrin, si supera il rifugio e si trova questa meravigliosa malga e il suo barbuto proprietario (Karl Haselrieder) che offrono ottimi prodotti caseari: dal latte ai formaggi alle torte di ricotta.
Da provare: un bicchiere di latte fresco (quello che beviamo in confronto è da suicidio), la panna con i frutti di bosco e i muffin alla ricotta (sullo sfondo della mia foto). Per una merenda da campioni!
A pranzo ci si può rifocillare con un tagliere misto come quello qui a fianco. Meraviglioso.

giovedì 9 luglio 2009

Raschiando il fondo del barile.


No, non è che sia caduta particolarmente in basso. Solo che il mio frigo è sempre più minimalista (lo faccio per seguire le mode, cosa credete) e mi sto avvicinando pericolosamente alla fase trasloco per cui troverete sempre più spesso ricette fatte con avanzi di ogni genere: avanzi di frigo, avanzi di dispensa, avanzi di legumi, avanzi di farina.
Però questa sfida degli avanzi è interessante, e in più da vera genovese non mi piace buttare via nulla. Per ora vi propongo questa quiche di avanzi. L'idea l'ho presa in parte da vaniglia e poi ho scoperto che lo stesso giorno evelyne (con cui talvolta mi sento telepatica) aveva proposto un modo simile per riciclare i fondi di frigo. Ecco la mia versione.

Quiche del frigo vuoto

1 cipolla rossa
2 zucchine
2 patate
1 uovo
1 vasetto di yogurt greco prossimo alla scadenza
1 rotolo di pasta sfoglia che vegeta nel freezer dal paleolitico (te credo, la faccio sempre io la pasta per le quiche!)

Rosolare la cipolla in una padella, in un'altra le zucchine tagliate a rondelle sottili.
Cuocere le patate al vapore mantenendole un po' durette, sbucciarle e tagliarle a fettine sottili.
Srotolare la sfoglia in una teglia. Coprire il fondo con le cipolle, poi fare uno strato di zucchine e salare. Infine ricoprire con le fettine di patate, salare e pepare.
Sbattere l'uovo con lo yogurt e una presa di sale, cospargere la superficie della quiche con il composto (in realtà se ne potrebbe fare a meno, è che mi scadeva lo yogurt!).
Infornare a 180° per 20 minuti. Ottima anche da schiscetta!

mercoledì 24 giugno 2009

Intermezzo estivo. Un salutare pranzetto casalingo (e di nuovo la frutta a sproposito)


Per una serie di ragioni oggi sono riuscita a rimanere a casa e lavorare dalla mia scrivania. Fantastico! Questo mi ha evitato, nell'ordine:
  • la solita ora di viaggio (che adesso che le scuole son chiuse diventa anche un'ora e mezza, perchè gli autobus nell'hinterland milanese, si sa, li usano solo i ragazzi che vanno a scuola...)
  • un caldo micidiale che prima o poi mi ucciderà
  • dover pensare la sera prima a cosa mangerò il giorno dopo e cucinarlo e chiuderlo in un tupperware.
E sono pure riuscita a fare una foto con la luce del sole, yes!
Cosa ho mangiato dunque con cotanta soddisfazione? Seitan in padella marinato e un'altra insalata con la frutta (chè ormai ci sto prendendo gusto :P).

In primo piano: seitan marinato al balsamico
per una persona
120 g di seitan
un cipollotto
rosmarino
maggiorana
sale pepe
olio evo
aceto balsamico

Tagliare il seitan a strisce. Metterlo in un piatto e ricoprirlo con il cipollotto affettato, la maggiorana, il rosmarino, sale, pepe e olio evo a piacere. Coprire il piatto con pellicola e lasciarlo a marinare anche tutta la notte (e comunque almeno 2 ore).
Scaldare una padella, versare il tutto, aggiungere poi 2 cucchiaini di aceto balsamico e far cuocere una decina di minuti.

Sullo sfondo: insalata di pesche e rucola

Rucola
1 pesca
ricotta salata
il gambo di 1 cipollotto
sale
pepe
olio evo
succo di limone

Comporre l'insalata mescolando la rucola, la pesca tagliata a spicchi, alcune scaglie di ricotta salata (o pecorino), il gambo di cipollotto tagliato a tocchettini. Condire con succo di limone, sale, pepe, olio evo.



martedì 23 giugno 2009

I cavoli a merenda, le albicocche in insalata



Capita a volte che uno si senta come un naufrago che annaspa in mezzo alle onde. Che queste onde siano le centinaia di impegni e scadenze che si accumulano tra lavoro, casa in progress, trasloco in fieri e le esigenze (ridotte al minimo) di una vita sociale. E che in tutto questo qualcosa vada sacrificato, nella fattispecie il misero e povero blog (sigh).
Capita anche che, in una settimana in cui si lavora ogni giorno fino a mezzanotte con un caldo mortale (e che io odi l'estate l'ho già esternato), una sera si abbia persino un colpo di genio (poichè la necessità - e il frigo vuoto - aguzzano l'ingegno) e addirittura si riesca a fare una foto... 
Sono molto fiera di quest'insalata di albicocche che mi ha salvato dall'abbrutimento le scorse settimane (mi ha salvato molto di più avere qualcuno che cucinava per me, in effetti ;) ). Adoro gli abbinamenti formaggio + frutta, e usare gli avanzi del frigo per far qualcosa di buono ancora di più.

Ecco qua, insalata di albicocche con vinaigrette al miele
per una persona 
3 albicocche
mezza mozzarella (ma secondo me è ottima anche la feta)
insalatina mista (rucola, songino, lattughino...)
olio evo
aceto di vino rosso
2 cucchiaini di senape (raschiare il fondo del barattolo in esaurimento...)
1 cucchiaino di miele
sale
pepe rosa

Tagliare le albicocche ben lavate a spicchi, e la mozzarella a dadini. Mescolare con l'insalatina.
Per la vinaigrette: sciogliere il sale con 1 cucchiaio di aceto, emulsionare il tutto con 1 cucchiaio abbondante di olio evo. Quindi aggiungere la senape mescolando, e per ultimo il miele. Deve venire una salsina omogenea e non troppo consistente. Io per mescolare uso il frullino per montare il latte ;)
Versare la vinaigrette sull'insalata e guarnire con una spolverata di pepe rosa macinato al momento.

venerdì 29 maggio 2009

Strategie anticaldo, nella schiscetta


Ancora caldo, nonostante le promesse dei meteorologi. Per fortuna domani sarò su una spiaggia, e speriamo veramente che il tempo non si metta a fare pazzie proprio nel weekend!
Con questo caldo anche l'insalata diventa un rimedio difficile per il pranzo in ufficio, se non si ha un frigo decente (ed è il mio caso): ieri mi sono trovata a mangiare delle foglie più mosce di me (che col caldo mi ammoscio parecchio) ed è stata una gran pena. Allora ho deciso di optare per un piatto semplice, speziato e leggero allo stesso tempo. E poi riempie anche ;)

La mia strategia anticaldo versione schiscetta, riso basmati con albicocche secche.

Il riso è un alimento leggero e facilmente digeribile, le spezie come dicevo aiutano a sopportare il caldo (tranne pepe e peperoncino!), la frutta secca, in particolare l'albicocca, contiene dosi elevate di sali minerali tra cui magnesio e potassio.
Ve la propongo direttamente nel suo contenitore à porter, perchè con questa ricetta partecipo (in extremis) alla raccolta di ricette da schiscetta organizzata da desperate.houseviz e babs.

La ricetta (per 3 porzioni)
200 g di riso basmati Altromercato (equo e solidale), o comunque un riso che si possa cuocere con il metodo pilaf
375 ml di acqua
1 cipolla
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di coriandolo
1 stecca di cannella
3 capsule di cardamomo (i semi)
6-7 albicocche secche tritate
olio
sale

In un mortaio pestare tutti i semi fino a ridurli in polvere.
Tritare la cipolla e soffriggerla nell'olio finchè non diventa trasparente. Aggiungere le spezie e farle tostare per un minuto affinchè rilascino i loro aromi.
Aggiungere il riso e mescolare finchè i chicchi diventano brillanti. A questo punto aggiungere la stecca di cannella, le albicocche tritate, e versare l'acqua.
Portare a ebollizione, aggiungere sale quanto basta e mescolare una sola volta. Coprire la pentola con il coperchio: se non si chiude perfettamente, inserire dell'alluminio tra la pentola e l coperchio.
Ridurre la fiamma al minimo e cuocere per 10 minuti senza mai sollevare il coperchio. A fine cottura, scoperchiare e sistemare un canovaccio pulito sul riso. Far riposare per 5 minuti, dopo di che mescolare il riso con una forchetta per far circolare l'aria e servire.

martedì 26 maggio 2009

Strategie anticaldo


Sebbene io pensi che la migliore strategia anticaldo sia starsene sul bagnasciuga di una spiaggia, purtroppo non sempre non mi è possibile applicarla.
Allora devo ricorrere ad altri mezzi.
Innanzitutto mangiando cose fresche che mi diano energia sufficiente per affrontare la calura e i cali di pressione che mi provoca (io sono una donna che sta bene ad una temperatura costante di 18-20 gradi, pertanto, come diceva giustamente Bruno Martino, odio l'estate).
Una delle cose migliori per affrontare il caldo sono le spezie (peperoncino escluso), che aiutano ad abbassare la temperatura corporea. E, naturalmente, frutta e verdura sono il top per affrontare le temperature di questi giorni. Le mandorle, invece, essendo ricche di magnesio e potassio aiutano un po' a reintegrare i sali minerali.

Così ho fatto una crema di carote speziata da servire fredda, come antipasto o in una cena leggera da completare con una bella insalatona.
250 g di carote possibilmente fresche (le mie avevano ancora il ciuffo)
1 scalogno
dado vegetale (meglio se home made!)
un pugno di mandorle spellate
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di garam masala
1 cucchiaino di curcuma
olio extra vergine d'oliva
maggiorana per guarnire

In pentola a pressione, scaldare 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva. Aggiungere lo scalogno tritato e farlo imbiondire. Aggiungere poi le spezie e farle tostare per un minuto.
Pelare le carote e tagliarle a rondelle, aggiungerle al soffritto e mescolare velocemente. Unire poi 1/2 litro di acqua circa (non deve coprire tutto, parte delle carote deve rimanere un po' fuori) e 1/2 cucchiaino di dado. Infine aggiungere le mandorle tritate grossolanamente.
Cuocere per 10' dal fischio (raddoppiando i tempi e aumentando un po' l'acqua si può utilizzare una pentola normale).
A cottura ultimata regolare di sale, quindi frullare il tutto con un minipimer.
Lasciare raffreddare e mettere in frigo, servire fredda ornata di qualche fogliolina di maggiorana. Il giorno dopo è più buona!

venerdì 22 maggio 2009

Prova ad affondare il cucchiaino...

... e troverai una sorpresa! L'altro giorno volevo cucinare un dolce semplice e sfizioso, e dalla mia bibbia del cioccolato ho preso una ricetta facile e molto golosa.
Il risolatte è una cosa che adoro (confesso, anche nella sua versione industriale), e mi piace sperimentarne tutte le varianti. Il bello di questa, appunto, è che sembra normale, poi ci affondi il cucchiaino e trovi la cioccolata :P

Che vi devo dire. Sono in un periodaccio e ho bisogno di queste piccole soddisfazioni!

Poi ci sarebbe un doppio senso anche. Nel senso che ho usato il cioccolato delle uova di pasqua, quello che solitamente contiene la sorpresa... be' è un po' troppo sibillino però.

Vi lascio con la ricetta del risolatte al cioccolato
500 g di riso arborio
1 litro di latte
1 stecca di vaniglia
100 g di zucchero
125 g di cioccolata (io ho usato quella al latte delle uova di pasqua)

Portare a ebollizione il latte con lo zucchero e la stecca di vaniglia incisa per il lato lungo.
Una volta raggiunto un lieve bollore, rimuovere la vaniglia (che poi pulirete, farete asciugare e riutilizzerete), aggiungere il riso e mescolare.
Fate cuocere per 20 minuti a fuoco basso, sempre mescolando. [Ne potete approfittare per chiamare la vostra amica che non sentite da un po', se avete un cordless. Oppure può essere l'occasione giusta per ascoltare tutta In a Gadda-da-Vida degli Iron Butterfly (17'10")].
Il riso assorbirà tutto il latte, quando sarà morbido il risolatte è pronto!
A questo punto versatelo in 6 stampini riempiendoli per metà. Aggiungete poi il cioccolato a pezzettini piccoli in ogni stampino, e coprite con altro risolatte.
Servite tiepido, nel frattempo il cioccolato si sarà sciolto.

venerdì 24 aprile 2009

L'esperienza Kathay(rtica)

E finalmente venne il giorno in cui trovai il tempo (anzi veramente me lo presi con la forza) per andare nel mitico Kathay. Dopo più di un anno che vivo a Milano, be', non c'è male direi.
Ne avevo sentito parlare e letto su tutti i blog delle/dei milanesi, e data la mia insana passione per tutti i negozi di cibo in generale, e di cibi "insoliti" in particolare, morivo dalla voglia di farmi un giro. Così un giorno c'era il sole, non avevo voglia di lavorare e mi son detta, sai che c'è? Me ne vado a fare un po' di foodshopping.
E fin qui. Solo che io, ingenua, ancora poco abituata alla grandeur milanese, mi aspettavo un tipico negozietto di alimentari etnici, sì ok un po' più fornito però.... e invece, visibilio, mi sembrava di essere nella grotta di Alì Babà. Varietà e quantità infinita di ogni cosa, roba mai vista, e non solo "esotica", ma persino il golden syrup che ho mandato una mia amica a Londra a comprare, e poi porcellane, cosini e cosine, persino quegli stuzzicadenti per i fingerfood che avevo visto mille volte su svariati blog e non riuscivo a trovare (ad es. qui). Insomma, una via di mezzo tra la sindrome di Stendhal e la Kinsella, con la differenza che io so di avere pochi soldi, e perciò ho dovuto trattermi. Tuttavia sono riuscita ad uscire lo stesso con una borsa pesantissima che come al solito ho dovuto trascinare per mezza città.
Ecco che cosa ho comprato.

1. Acqua di fiori d'arancio
2. Tagliatelle di riso
3. Garam masala (ebbene sì, sono riuscita a trovare una spezia che mi mancasse!)
4. Per la serie, tutto per il sushi: il condimento per il riso (vedi al punto 6)
5. Latte di cocco. Sì lo so, banale
6. Riso per il sushi. Sono rimasta letteralmente sconvolta dalla quantità di tipi di riso presenti in negozio. Per fortuna la cara signora mi ha aiutato, altrimenti sarei ancora lì a scegliere cercando di leggere in giapponese
7. Udon!
8. Lenticchie rosse (quelle per il dahl)

Piano piano proverò tutte queste cosine, eventuali consigli su ricette carine sono più che ben accetti!
p.s. onde evitare fastidiosi fraintendimenti: scopo di questo post non è in alcun modo fare pubblicità, (purtroppo) il negozio in questione non mi paga, nè in denaro nè in alimenti nè in bacchette di legno.

giovedì 23 aprile 2009

Il Dahl (non è solo uno scrittore)


Non è un post su Roald Dahl, anche se lui con la cucina, in particolare i dolci, qualche relazione ce l'ha.
E' che da un po' di tempo volevo fare il dahl, un piatto indiano che avevo provato da un'amica. Poi lei è partita per un altro continente, ha fatto un bambino, e tra una cosa e l'altra non mi ha più dato la ricetta. Complice una gran voglia di colore in cucina e una visita da Kathay a Milano (a cui dovrò dedicare un intero post), alla fine mi sono decisa e l'ho fatto.
La ricetta l'ho rielaborata dal libro che mi hanno regalato a Natale, ed ecco qui la mia versione. Pare infatti che non ci sia LA ricetta, ma un'infinità di ricette quante sono le infinità di culture e di etnie dell'India.

Ecco il dahl, a modo mio
250 g di lenticchie rosse
1 stecca di cannella
4 capsule di cardamomo
1/2 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di curcuma
1 barattolo di pelati
1 cipolla
1 vasetto di yogurt bianco naturale

Sciacquare molto bene le lenticchie. Tritare grossolanamente la cipolla. In una pentola mettere le lenticchie, la cipolla, le spezie (le capsule di cardamomo tutte tranne una), i pelati.
Aggiungere 500 ml d'acqua e portare a bollore.
Cuocere per 25 minuti circa a fuoco lento e senza coperchio.
Trascorso questo tempo, quando le lenticchie cominciano ormai a disfarsi, rimuovere la stecca di cannella e le capsule di cardamomo.
Frullare il tutto insieme ai semi dell'altra capsula di cardamomo.
Rimettere sul fuoco, sempre basso, e aggiungere lo yogurt. Far cuocere ancora qualche minuto e servire.
Ottimo con dei chapati, e anche per la schiscetta del giorno dopo!